Giorno di presentazione in casan Milan. Dopo aver rinforzato l’attacco con Mario Mandzukic e il centrocampo con il franco-ivoriano Meitè, preso in prestito dal Torino, i rossoneri puntellano la difesa con Fikayo Tomori. Il ventitreenne difensore anglo-canadese, approdato in rossonero con la formula del prestito con diritto di riscatto dal Chelsea, ha brillato all’esordio nel derby di Coppa Italia. Queste le sue dichiarazioni alla stampa da nuovo giocatore del Milan:

Quali sono le tue prime sensazioni dopo il trasferimento?

“Sono veramente felice di essere qui. Sono contento di giocare di nuovo e trovare il club in un momento positivo, purtroppo non abbiamo vinto martedì ma è sul campo che voglio dare il mio contributo”.

Nel derby hai avvertito l’intensità del match?

“Sicuramente; anche in Premier tutte le gare sono giocate con aggressività e velocità, ed essendo un derby sono gare molto intense anche dal punto di vista emotivo; ho sentito lo stesso spirito”.

Perchè hai scelto il Milan?

Maldini, Baresi, Stam e Nesta hanno giocato nel mio ruolo, ho sentito la voglia di venire qui per far parte della storia del club; sono arrivato anche in un buon momento della squadra, sono convinto di aver preso la decisione giusta a venire qui e partecipare ai successi del Milan”.

Credi nella conquista dello scudetto?

“Certo, ovviamente, sono arrivato con la squadra in testa alla classifica ed è un obiettivo a cui tutti crediamo. Sarebbe un trofeo in più da aggiungere alla storia del Milan e anche io voglio contribuire, non dobbiamo avere paura di dirlo, ci crediamo”.

Quali parole ha usato Maldini per convincerti?

“Quando mi ha chiamato Maldini quasi non ci credevo. Paolo è stato il più grande difensore che sia mai esistito, non ci ho pensato molto a decidere dopo la sua chiamata”.

Vuoi dedicare un pensiero a Lampard?

“E’ stato il mio mentore, un bellissimo periodo, sono sempre stato con lui da quando ero bambino. Ora però sono al Milan e penso solo al Milan, concentrato su questo club”.

E’ stato difficile cambiare paese e cultura?

“No, anche perchè nonostante la barriera della lingua mi hanno tutti aiutato moltissimo a comunicare con il mister, è stato un adattamento facile. Poi ho sempre desiderato fare una esperienza nuova, essere qui a Milano e in Italia è il posto migliore per crescere come persona e come calciatore”.

Quale differenza ci sono tra la serie A e la Premier?

“Sapevo di trovare differenze tecniche e tattiche, in Inghilterra il calcio è più fisico mentre qui si gioca più con la tattica. Voglio evolvermi dal punto di vista calcistico. Sono pronto ad ascoltare i consigli del mister e dei compagni, l’obiettivo è crescere”.

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