Serie A

Inter, salta la trattativa con BC Partners: Suning sonda altri fondi

Cessione dell’Inter, niente da fare. Almeno per quanto riguarda la trattativa con il fondo anglosassone BC Partners per il passaggio a quest’ultimo del pacchetto di maggioranza del club nerazzurro. Suning ha infatti rispedito al mittente l’offerta del fondo inglese, ritenuta dal presidente Zhang lontanissima dal valore di mercato del club nerazzurro.

Eppure, proprio tre giorni fa BC Partners aveva terminato la due diligence sui conti della società. Un passaggio obbligato e propedeutico all’inizio di una trattativa vera e propria; trattativa che in realtà si è definitivamente arenata sul nascere. Troppo ampia è risultata la forbice tra la proposta dei potenziali acquirenti e le richieste di Zhang Jindong.

Nuovo scenario; si sonderà l’interesse di altri soggetti

Nelle prossime ore dovrebbe svolgersi una delicata video conferenza tra il presidente Steven Zhang e i due amministratori delegati, Alessandro Antonello e Beppe Marotta. La valutazione che la proprietà nerazzurra fa dell’Inter è di 750 milioni più i debiti; BC Partners non si è mai spinto oltre i 500. Tra l’altro, non facendo parte l’Inter dei club quotati in Borsa, uno dei nodi sul tavolo è la valutazione delle azioni. C’è da valutare anche il problema che limita la famiglia Zhang, impossibilitata a esportare capitali, con la mancanza di liquidità anche per le spese correnti, a partire dagli stipendi. E non soltanto quelli dei giocatori. Ci sono scadenze da rispettare sia in Italia sia nei confronti dell’Uefa. La deadline del prossimo 16 febbraio è stata prorogata però fino a maggio dopo il pagamento degli stipendi di luglio-agosto che ha portato all’accordo con la squadra per diluire il saldo delle mensilità di novembre-dicembre.

Suning aveva preso in esame un prestito garantito

L’idea di Suning era quella di cedere le quote in mano a Lion Rock, progetto non compatibile con l’esigenza di altri potenziali acquirenti di fare un investimento di questa portata senza poter poi comandare. Tra le varie ipotesi al vaglio nei giorni scorsi la più gettonata consisteva in un prestito garantito di azioni attraverso il quale BC Partners avrebbe subito immesso la liquidità necessaria, lasciando una sorta di maggioranza a Suning. Con un prestito garantito il vincolo cui si sarebbe sottoposto Suning era quello del budget per la prossima stagione. Budget che sarebbe stato stabilito da BC Partners, con i cinesi liberi di decidere come rimanere dentro ai paletti imposti dal fondo. BC Partners avrebbe incassato comunque gli interessi e se l’attuale proprietà non avesse ripagato le azioni, queste sarebbero passate al fondo. E comunque, avendo dato le azioni in pegno Suning avrebbe dovuto concordare la linea con chi le avesse fatto il prestito. BC Partners di fatto avrebbe assunto la guida dell’Inter potendo imporre le linee per budget e bilancio.

Un’operazione tanto complessa quanto delicata; l’impossibilità di arrivare a un punto incontro tra domanda e offerta ha fatto naufragare la trattativa. Entro pochissimi giorni, Suning inizierà a prendere contatto con altri soggetti interessati ad acquisire il pacchetto di maggioranza dell’Inter.

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