L’intesa con i fondi d’investimento può attendere. L’assemblea di Lega che avrebbe dovuto esprimere un voto definitivo sul via libera all’accordo con il consorzio CVC-Advent-Fsi si è conclusa con un rinvio di qualche giorno. Uno slittamento dovuto ad alcune divergenze ancora in essere tra le società e i fondi e legato in parte all’avvio delle trattative private per il bando sui diritti Tv previsto per domani. Il presidente della Lega, Paolo Dal Pino, ha illustrato in conferenza stampa i contenuti dell’assemblea:

“Sul tema della distribuzione e del term sheet (l’ultimo documento pre-contrattuale), invece di andare a votare in tutta fretta si è deciso di fare una riflessione ulteriore sul futuro strategico della Serie A e di ragionare insieme. La nostra assemblea aveva deciso all’unanimità di percorrere il cammino della media company e ritenuto che la partnership con un fondo potesse garantire la stabilità, finanziaria e non solo finanziaria. Oggi c’era l’approvazione del term sheet, più importante della distribuzione, su cui c’è un sostanziale accordo di massima: ci sono due punti che non trovano accordo con la controparte e quindi abbiamo deciso di rinviare questo tema a giovedì prossimo, per negoziare coi fondi questi due punti aperti che vogliamo risolvere”.

Quali sono i due punti e come è andata l’assemblea odierna?

“Non c’è stato molto di particolare. C’è stato un ampio dibattito, civile. Sono tematiche giuridiche, non voglio entrare nel dettaglio di quali sono i due punti, lo trovo superfluo. Nulla di particolare, direi”.

La clausola Superlega è uno degli argomenti su cui si è discusso?

“No, non abbiamo mai parlato di clausola Superlega”.

Sui criteri di distribuzione ha detto che c’è un accordo di massima. Può essere più preciso?

“No, non l’abbiamo discusso in assemblea. Vi ho dato un’informazione tecnica, è un tema discusso in varie sedute che è stato migliorato progressivamente. Siamo arrivati a un’ipotesi, finché non viene approvata preferisco non parlarne”.

Domani ci saranno le trattative private per i diritti TV. È una sconfitta per l’operazione fondi?

“No, assolutamente. È una decisione importante che muterà negli anni futuri gli equilibri della Lega, a livello di attuazione sul mercato, processi decisionali, disponibilità finanziarie: non è semplicissima da prendere. Trovo sia quindi normale che le parti, e in questo caso la Lega rispetto ai fondi, trovino dei temi su cui bisogna trovare un consenso finale. Non vedo nessuna frenata. Semplicemente, bisogna arrivare a fare le cose fatte bene”.

Sono i fondi a dover cambiare i termini. Se non c’è questo passo avanti la situazione diventa critica?

“Gli accordi sono sempre compromessi, non ci sono aut aut, vediamo. Poi magari vince una posizione o l’altra, ma in linea di massima due persone che vogliono fare una cosa insieme trovano equilibrio”.

Può ipotizzare una road map?

“Se giovedì prossimo l’assemblea decidesse di andare avanti, approvando term sheet e distribuzione, a quel punto vi sarebbe l’accordo commerciale che porterebbe alla chiusura”.

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