Ismael Bennacer crede fermamente nello scudetto. Il ventitreenne centrocampista franco-algerino, vero e proprio punto fermo del sempre più sorprendente Milan di Pioli, ha rilasciato un’intervista all’agenzia francese AFP in cui ha spiegato il perchè dell’exploit rossonero in questo campionato:

Cosa può dirci di Ibrahimovic? Com’è averlo come compagno di squadra?

Zlatan raramente si tira indietro quando deve spronare i suoi giovani compagni di squadra. A volte urla in campo ed è molto meglio rispetto al silenzio, perché altrimenti vorrebbe dire che non gli importa di ciò che stiamo facendo in quel momento. Con tutta l’esperienza che ha acquisito, cerca di portarci ai massimi livelli, cercando sempre la perfezione; dà molti consigli a tutti. Ibrahimovic è diventato il vero portabandiera di una nuova generazione di giovani talenti”.

Poco più di un anno fa il Milan subì un umiliante 5-0 a Bergamo contro l’Atalanta. Cosa è cambiato da allora? E’ scattato qualcosa di particolare in voi?

“Direi che quella sconfitta ha rappresentato un momento di svolta per tutto il gruppo. Ricordo che nei giorni successivi ci furono dei confronti tra noi; alla fine abbiamo guardato dentro noi stessi e ne siamo venuti fuori”.

Che rapporto c’è tra voi e l’allenatore, Stefano Pioli?

Il mister è molto bravo e preparato da tutti i punti di vista. Sa come gestire il gruppo, ci è vicino, ci chiede sempre se siamo stanchi, se stiamo bene e così via. Ha portato quello spirito di squadra che forse non avevamo abbastanza prima, e ci ha insegnato che indossare la maglia del Milan comporta onori e oneri. È una bella sensazione questa”.

Attualmente siete in testa alla classifica: pensate di poter vincere lo scudetto o vi accontentate di un posto in Champions?

“Se non arriviamo fino in fondo tutto quello che abbiamo fatto prima, da marzo in poi, sarà dimenticato. Dobbiamo, per noi stessi, cercare di fare del Milan il grande club che era. Tutto questo anche per i tifosi perché è molto noioso giocare a porte chiuse. Non ci sono fisicamente, ma ci seguono. Dobbiamo dare tutto anche per loro”.

Sul tuo rendimento ha inciso molto il recente infortunio al bicipite femorale che ti ha tenuto fuori per quasi due mesi; ora come stai?

“Direi che si è trattato del primo infortunio serio della mia carriera. E’ la prima volta che sono rimasto fuori per così tanto tempo, ma adesso sto molto meglio. Mi manca poco per ritrovare la condizione migliore”.

Quest’anno, dati alla mano, hai ricevuto meno cartellini gialli rispetto alla scorsa stagione. C’è una ragione in particolare?

“Lavoro molto sui miei difetti; forse ero un po’ troppo aggressivo, entravo con troppa irruenza nei contrasti. Sotto la guida di Ibrahimovic, ho imparato a muovermi meglio e con più efficacia”.

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