Serie A

Fonseca: “Braga club speciale, ma voglio l’Europa League”

Paulo Fonseca va all’assalto del Braga. Il tecnico della Roma attende con ansia la sfida valida per l’andata dei sedicesimi di Europa League contro la squadra che nel 2016 condusse da tecnico alla conquista della coppa del Portogallo:

“Ho dei ricordi meravigliosi di quell’esperienza e non solo per i risultati ottenuti sul campo. Il trofeo che abbiamo conquistato fu la conseguenza del rapporto costruito nel club. Non ho parole per descrivere quello che provo per queste persone, quello che provo per lo Sporting Clube de Braga. Sarà difficile affrontarli, ma sarà bello vedere i miei vecchi amici, vedere un club e un posto dove sono stato tanto felice”.

Fonseca tiene alta l’attenzione: “Partita durissima”

Per questa e per altre ragioni, il tecnico lusitano pretende dalla Roma una grande prova. Fonseca sa bene quali e quante difficoltà i suoi incontreranno domani: “Conosco molto bene sia la squadra che l’allenatore, un tecnico di alto livello. Carlos Carvalho sta facendo un lavoro magnifico. Il Braga ha una propria identità, è diventata una delle compagini più forti della Primeira Liga, non ha punti deboli e per noi sarà una sfida durissima”.

“La Roma è più forte adesso rispetto a un anno e mezzo fa”

Dal Portogallo all’Italia, passando per l’Ucraina; la carriera di Fonseca è stata un continuo crescendo. E da un anno e mezzo è seduto sulla panchina della Roma, una panchina spesso bollente: “Lavorare in Italia è molto impegnativo e molto diverso da quello che mi aspettavo. Ma ora posso tranquillamente affermare che abbiamo creato una precisa identità di squadra. I giocatori ora sono più ambiziosi e anch’io come allenatore ho perfezionato la mia conoscenza della tattica. La Roma ha fatto grandi progressi e adesso siamo più forti rispetto a quando sono arrivato qui”.

Imporsi e farsi apprezzare in una realtà calcistica come Roma non è stato facile; Fonseca spiega come c’è riuscito: “Passione, disciplina e ambizione: seguo da sempre questi tre principi. Sono appassionato del mio lavoro e cerco di trasmettere questo sentimento ai miei giocatori; per rendere al meglio servono entusiasmo e passione, altrimenti tutto diventa più complicato. Poi c’è la questione della disciplina, fondamentale per il nostro lavoro. Avere una squadra disciplinata è la chiave per creare un’identità che è qualcosa che noi, come allenatori, cerchiamo. Poi c’è l’ambizione: dobbiamo sempre ricordare a noi stessi e agli altri che si gioca per vincere. Dobbiamo farlo senza paura. Dobbiamo essere fiduciosi nelle nostre potenzialità. Sono tre principi che considero fondamentali per il successo di una squadra”.

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