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Inter-Suning, le ultime: Steven non vuole vendere, Jindong sì

E’ una corsa contro il tempo. Quella che vede l’Inter obbligata a trovare nel minor tempo possibile la ragguardevole cifra di 200 milioni di euro necessari ad onorare tutte le scadenze di natura economica, su tutte il pagamento degli stipendi arretrati.

La novità di queste ultime ore riguarda gli scenari futuri della società: se fino a una settimana fa la cessione del pacchetto di maggioranza del club da parte di Suning era un dato acquisito, i risultati ottenuti dalla squadra in campionato (vittoria nel derby in primis) con la possibilità sempre più concreta di vincere lo scudetto avrebbero convinto Steven Zhang a battere strade alternative nella speranza di riuscire a mantenere il controllo della società.

In particolare il figlio del proprietario di Suning Zhang Jindong starebbe puntando due opzioni: la ricerca di un nuovo socio di minoranza che accetti di rilevare il 31% delle azioni dell’Inter oggi in mano a Lion Rock Capital; in alternativa, l’acquisizione di un prestito ponte da 200 milioni così da poter soddisfare il fabbisogno societario fino al termine della stagione.

Steven Zhang contro il padre Jindong: in gioco c’è l’Inter

Il progetto del giovane presidente nerazzurro ha però trovato un ostacolo, ad oggi pare insormontabile, nel padre Zhang Jindong. Il numero uno di Suning, che qualche giorno fa aveva annunciato urbi et orbi di voler dismettere tutte le attività considerate “irrilevanti” del proprio gruppo, punta ancora con immutata determinazione alla vendita del pacchetto di maggioranza dell’Inter.

Del resto, le enormi difficoltà legate alla crisi pandemica e l’ordine tassativo imposto dal governo cinese sulla dismissione degli investimenti esteri non lasciano molti margini di manovra ai gruppi imprenditoriali come Suning. Per questo motivo, Jindong non prende in considerazione altre ipotesi se non la cessione della società.

Suning svende: lo Jiangsu costa un centesimo!

Un altro lampante indizio sul futuro dell’Inter è la messa in vendita dello Jiangsu, il club del campionato cinese di proprietà di Suning. In Cina la situazione è a dir poco drammatica: i costi sono diventati insostenibili per chiunque e per alcune società il futuro immediato si chiama fallimento con la prospettiva non proprio edificante della messa in liquidazione.

Come ha riferito un quotidiano sportivo locale, il ‘Titan Sports Plus’, Jindong Zhang si è detto disposto a disfarsi del club alla simbolica cifra di 1 centesimo, a patto che il compratore si faccia carico dei debiti – perlopiù stipendi non pagati a giocatori e staff prima squadra – che ammontano a quasi sessantaquattro milioni di euro.

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