Ormai è considerata a tutti gli effetti una grande del calcio internazionale, con il miglior allenatore del mondo o giù di lì in panchina (Pep Guardiola); un parco giocatori favoloso, un centro sportivo all’avanguardia nel mondo e un’organizzazione societaria invidiabile.

Tutto questo è adesso il Manchester City. Gli Sky Blues, pur non avendo ancora alzato al cielo il trofeo continentale più ambito e prestigioso, la Champions League, hanno scalato posizioni su posizioni e raggiunto in poechi anni l’eccellenza assoluta; sono, come si dice, un vero top club.

La storia del City cambia il 31 agosto 2008: arriva il gruppo di Abu Dhabi

L’inizio di questa storia ha una data precisa: 31 agosto 2008. Fino a quel momento il Manchester City, nonostante abbia alle spalle ben centoquattordici anni di storia, è considerato a malapena il parente povero del più ricco e titolatissimo Manchester United.

Ma ad un certo punto, in un caldo pomeriggio di fine estate, la storia dei rapporti di forza tra le due società conosce all’improvviso una svolta epocale. Un freddo comunicato stampa diffuso poche ore prima della chiusura del mercato estivo annuncia l’acquisto del Manchester City da parte dell’Abu Dhabi United Group di proprietà del principe emiratino Mansur Bin Zayd Al Nahyan. Dopo anni difficili sia in campo che fuori, per i Citizens è l’inizio di una nuova era.

Nel 2010 la prima svolta: arriva Roberto Mancini

I primi passi della proprietà emiratina portano a qualche inciampo: la squadra, anche se già rinforzata con acquisti milionari, non decolla e chiude il campionato 2008-2009 al decimo posto. Nella stagione successiva il nuovo presidente Khaldoon Al Mubarak azzecca la mossa giusta: esonera il mediocre Mark Hughes e ingaggia uno dei tecnici migliori in circolazione, Roberto Mancini.

Il tecnico jesino ha da poco lasciato l’Inter con cui ha vinto tre scudetti consecutivi e con il suo arrivo il City inizia una prepotente e rapida scalata al vertice: dal 2010 al 2012 vince l’FA Cup e soprattutto il terzo campionato della sua storia.

Pellegrini vince il titolo, ma nel 2016 parte la rivoluzione: Guardiola dice sì

Mancini lascia alla fine del 2013; al suo posto arriva il cileno Manuel Pellegrini, l’ingegnere. Che fa subito centro, conquistando la Premier al primo colpo. Nei due anni successivi il rendimento della squadra non soddisfa la proprietà che nell’estate del 2016 piazza il colpo con la C maiuscola: Pep Guardiola accetta la super offerta degli sceicchi e promette di trasformare il City nel Barcellona inglese.

Promessa che in buona parte viene mantenuta: i biancocelesti vincono due titoli consecutivi (2017-2018 e 2018-2019), una FA Cup, due Community Shield e tre Coppa di Lega. Vincono e danno spettacolo, seguendo i dettami del demiurgo di Santpedor. Il progetto di crescita può dirsi compiutamente realizzato; manca però la classica ciliegina sulla torta, la Champions League. E tutto lascia credere che non manchi molto…

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