Molti sportivi, in particolare per quanto riguarda alcune attività fisiche specifiche, possono soffrire di dolori allo scroto. Questi possono derivare da diverse cause e presentarsi in diverse maniere; a volte, ad esempio, è possibile accusare dolore su uno solo dei testicoli o su tutta la zona circostante. È importante non sottovalutare questi dolori e capire subito quale sia l’attività che li ha provocati e diminuire l’intensità della sua pratica. Vediamo quali possono essere gli sport che più provocano dolori allo scroto e come rimediare per tornare in attività nel minor tempo possibile.

Quali sport ne sono la causa

Ci sono particolari esercizi o pratiche sportive che causano più di altre il dolore nella zona della sacca scrotale. Il primo su tutti è la corsa; quest’attività, infatti, prevede una continua sollecitazione di tutta la zona pubica e può portare non solo a sentire dolore allo scroto, ma anche in tutta l’area dell’inguine fino ad arrivare alle ginocchia. Parliamo in questo caso di pubalgia, una delle patologie che più affligge gli sportivi.

In generale, però, anche altri sport possono portare a questi intensi dolori. Tutte quelle attività che prevedono intensi e continui cambi di direzione, come lo sci o il basket possono essere tra le possibili cause.

Allo stesso modo, sport dove il movimento del corpo viene coinvolto meno non sono da sottovalutare. Basti pensare agli sport motoristici, dove si rimane seduti per diverse ore all’interno dell’abitacolo, o ad altre attività che comportano la stessa situazione ma non coinvolgono i motori: ad esempio ciclismo, canottaggio, equitazione ecc.

In generale, però, possiamo affermare che un’attività sportiva di qualunque genere, ma che sia effettuata in maniera troppo intensa da atleti non professionisti, può comportare un dolore cronico nella zona pubica  e coinvolgere, di conseguenza, lo scroto.

Rimedi

Esistono diversi rimedi per superare questa problematica. Occorre ricordare, però, che in alcuni casi il dolore è cornico e prevede lo stop dell’attività sportiva almeno fino a quando l’infiammazione non è guarita del tutto. Un eccessivo sforzo causerebbe soltanto un prolungamento dell’infiammazione che potrebbe portare a conseguenze più gravi.

Coinvolgere un fisioterapista per la riabilitazione è quasi sempre la strada giusta da seguire. Questo perché tendiamo a sottovalutare questo problema e ad associarlo solo all’attività sportiva. In realtà, anche quando si sta riposando per permettere all’infiammazione di recedere, continuiamo ad eseguire dei movimenti e degli sforzi che possono in egual modo peggiorare la situazione e protrarla nel tempo. Per questo motivo, la fisioterapia è utile per conoscere e svolgere tutti quegli esercizi di rilassamento e rinforzo della zona pubica che sviluppano i muscoli locali per sopportare maggiori sfori e carichi durante lo sport.

 

Chiaramente, non sono ma i da escludere altre patologie legate alla zona genitale. Per questi motivi, in particolare se dopo la fisioterapia il dolore non sia scomparso, è necessario effettuare un consulto dal medico specialistico, che sarà in grado di escludere il coinvolgimento degli organi genitali nel processo infiammatorio. Generalmente un bruciore associato al dolore è da considerarsi un campanello d’allarme che potrebbe escludere dalle cause l’attività sportiva.

 

 

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