Salute e Benessere

Flessioni, quali sono i muscoli coinvolti? Come svolgerli per sviluppare i pettorali? Quante calorie si bruciano?

 

Le flessioni sono senza dubbio uno degli esercizi più completi nell’ ambito del fitness. Le flessioni muscoli sono infatti gli esercizi meglio conosciuti per far lavorare in maniera intensa e completa i pettorali. I muscoli flessioni, attraverso un movimento costante e deciso che può protrarsi in diversi piegamenti, sono riconosciuti dagli esperti del settore come un esercizio molto valido in grado di garantire una perfetta forma fisica se, ovviamente, compiuti con costanza e perseveranza.

Piegamenti sulle braccia muscoli interessati

Ad oggi si può dire che il termine “flessioni”, per denominare questo particolare tipo di allenamento, non è corretto. Infatti nelle flessioni muscoli coinvolti si parla anche di una preparazione specifica non solo per i pettorali, ma anche per i bicipidi. Il termine flessioni, in questo caso, viene sostituito da “piegamenti sulle braccia” per sviluppare ed allenare i muscoli delle braccia. Le flessioni coinvolgono diversi muscoli che vanno dai pettorali, come detto, ai tricipidi. Se eseguiti in maniera corretta i muscoli coinvolti possono essere molto di più.

L’ esecuzione corretta di questo esercizio

Per eseguire in maniera idonea questo movimento completo bisogna necessariamente partire dalla posizione del “plank”.  Il plank è sicuramente un esercizio molto valido che nelle flessioni dovrebbe essere adottato sin da principio. Infatti il plank consente una corretta postura delle spalle e fa in modo che, tramite correzioni specifiche, le braccia siano tese e forti per consentire il giusto movimento. Dunque per eseguire il plank bisogna sdraiarsi pancia a terra ed aprire leggermente le braccia con i palmi delle mani poggiati a terra e aperti, per conferire stabilità all’ esercizio che si sta cercando di eseguire. Il plank è la posizione di partenza grazie alla quale i piegamenti sulle braccia potranno essere eseguiti in maniera precisa.

Il lavoro sui tricipidi

Abbiamo visto  che la posizione di partenza del plank aiuta moltissimo nell’ allenamento dei pettorali e dei bicipidi con l’ assunzione di particolare posture o lievi cambi nella posizione delle braccia e delle mani. Ora si può lavorare anche sui tricipidi. Infatti sarà importante posizionare le mani più vicino al petto proprio all’ altezza delle spalle, di modo tale che i tricipidi potranno essere allenati attraverso la presa più stretta delle braccia.

Il coinvolgimento degli addominali

Oltre a bicipidi, pettorali e tricipidi , tra i muscoli coinvolti vanno sicuramente annoverati gli addominali. Infatti dalla posizione di plank bisogna scendere lentamente, con il mantenimento del busto in linea con le spalle e le gambe. Per provvedere all’ allenamento addominale, lo sportivo, in questa determinata postura sopra descritta, dovrà piegare solo le braccia mantenendosi saldo con il busto. La stabilità che si verrà a produrre con questo movimento sarà essenziale affinchè possa essere eseguito un ottimo allenamento sugli addominali, coinvolgendo in maniera indiretta anche i muscoli sin qui citati. Ovviamente la discesa sulle braccia è più semplice, mentre la risalita è molto più faticosa. Per consentire che l’ esercizio venga fatto con piglio adeguato, sia la salita che la discesa dovranno essere compiuti lentamente, in modo tale che lo sforzo sarà maggiore e i muscoli coinvolti decisamente più allenati.

 

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button