Per orecchio assoluto si intende la capacità di identificare un suono o note musicali senza il riferimento di nessuno strumento. E’ una qualità che determinati musicisti hanno in maniera innata, si pensi a Mozart, Celine Dion, Michael Jackson e Jimi Hendrix. Per il chitarrista di Seattle era un vero e proprio dono che si manifestava attraverso suoni incendiari e di rivolta nei confronti della politica americana di quei tempi. Celebre è infatti la performance del mancino a Woodstock, quando solo con la sua chitarra riuscì a riprodurre le bombe e gli orrori della guerra del Vietnam. Questo gli fu possibile grazie ad un orecchio musicale con il quale riusciva a riprodurre i suoni senza l ‘ausilio di nessun elemento esterno.

Differenze tra l’ orecchio assoluto e l’ orecchio relativo

C’ è però una differenza fondamentale tra orecchio assoluto e orecchio relativo. L’ orecchio assoluto infatti è una qualità innata che , se stimolata, può portare al riconoscimento totale dei suoni. L’ orecchio relativo invece consiste nella capacità di riconoscere gli intervalli fra una nota musicale ed un altra e può svilupparsi col tempo attraverso lo studio e l’ esercizio pratico grazie ai quali il soggetto potrà sviluppare e finalizzare i suoi studi musicali.

La diatriba tra gli scienziati

Ora l ‘orecchio assoluto si definisce anche orecchio perfetto, a cui ogni nota o suono del quotidiano non può sfuggire. Basti pensare che ogni suono derivante da un qualsiasi gesto  può essere denominato dai soggetti che posseggono questo dono. Tuttavia c’ è un forte scontro tra gli scienziati poichè per alcuni l0 orecchio perfetto risiederebbe nei geni e dunque sarebbe una caratteristica tipica del DNA, mentre per altri potrebbe svilupparsi attraverso anni di pratica. Molti studiosi appoggiano però la tesi secondo cui l’ orecchio perfetto possa essere una qualità innata che può svilupparsi e raggiungere livelli di perfezione sonora attraverso un esercizio acustico costante.

Gli studi delle università

A questo proposito vanno sottolineati gli studi delle università americane per venire a capo del “conflitto” scientifico. L’ università di San Diego ha sfruttato i fondi che le sono stati concessi per approfondire gli studi sull’ esistenza e sullo sviluppo dell’ orecchio assoluto. Sulla base di questi “esperimenti” si è giunti a deliberare che l’ orecchio assoluto è una dote innata, naturale. Inoltre, secondo i dati che ci fornisce l’ università californiana, l’ orecchio assoluto sarebbe molto più diffuso in Asia che nel resto del mondo. Questo perchè in quella parte dell’ emisfero, si parlano lingue tonali quali il cinese, il giapponese e il vietnamita che aiuterebbero nello sviluppo di questo talento.

Gli approfondimenti sull’ orecchio assoluto

Gli studiosi, per capire se questa dote fosse legata o meno al DNA, hanno riunito circa 30 persone di cui 10 con l’ orecchio assoluto. Questo test consisteva nel ricordare e riprodurre una frequenza numerica riprodotta in cuffia. Alla fine di questi esperimenti si è visto che coloro muniti del talento erano in grado di ricordare in maniera più precisa la sequenza dei numeri che avevano ascoltato. Questo significa che la qualità dell’ orecchio assoluto è legato alla memoria uditiva e dunque alla abilità nel ricordare i suoni. Quindi una caratteristica legata al DNA del singolo soggetto.

 

 

 

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