La soglia del dolore è differente da soggetto a soggetto. Molte volte possiamo trovarci davanti a situazioni in cui in un medesimo atto che può provocare dolore, vedi ad esempio tatuaggi in varie parti del corpo, sia avvertito in maniera completamente diversa  dalle parti in causa. La soglia del dolore alta o la soglia del dolore bassa dipende dai geni e dalla genetica del singolo utente. Inoltre la soglia dolore viene classificata come una sorta di stimolo che il corpo umano percepisce come “doloroso”.

I fattori da cui dipende la soglia del dolore

Le variazioni del DNA umano , cosi differenti e varie, tali da qualificare ogni soggetto come diverso dagli altri, sono la base che regola la percezione della nostra soglia del dolore. Ricerche delle più eminenti università nostrane e mondiali hanno individuato una molteplicità notevole di varianti nei geni tali da determinare diverse “percezioni” per quanto riguarda quella sensazione che noi avvertiamo come “dolore”. Cosi come ricerche sempre più approfondite hanno individuato una diversa sensibilità al dolore tra i soggetti.

La curva in cui può essere avvertita la sensazione di dolore

Bisogna dire che la curva che determina la sensibilità al dolore e che dunque rappresenta la soglia di dolore che la persona può sopportare, è completamente soggettiva dipendendo dai geni del DNA. Bisogna inoltre fare una distinzione tra lo “stimolo” del dolore, ossia un avvenimento esterno che non dipende dalla volontà del oggetto, e la “percezione” di quello stimolo, qualificato come doloroso per l’ individuo che la subisce.

La regolamentazione della soglia del dolore

In campo medico abbiamo una netta definizione. Infatti si definisce come dolore quella intensità grazie alla quale un richiamo o un avvenimento esterno viene percepito come “doloroso” da parte della singola persona. Si parla di “intensità massima di sopportazione” in riferimento al punto massimo di pressione avvertito dall’ individuo come doloroso. Quindi avremo dei parametri soggettivi che si differenzieranno a seconda del grado di percezione e di sopportazione al dolore dell’ utente. Va detto che la soglia del dolore è differente non solo tra 2 singoli individui che condividono una medesima esperienza, ma varia anche nello stesso individuo con il passare degli anni. Infatti quando si è giovani questa soglia del dolore può essere molto alta permettendo al soggetto la sopportazione delle più svariate esperienze.  Percezione del dolore che può diventare bassa con il passare del tempo e che potrebbe generare una sopportazione sempre più labile.

La varietà della sopportazione al dolore

Quindi, alla luce di quanto appena detto, possiamo affermare che la soglia del dolore è il punto minimi in cui la pressione o altri svariati eventi provocano situazioni di disagio e malessere al soggetto. Chi ha una soglia del dolore più bassa può avere quella sensazione di fastidio e di dolore anche in presenza di una pressione minima. La percezione del dolore, che sia alta o bassa, dipenderà da una serie di complesse interazioni tra cervello e nervi, oltrechè dalle variazioni del DNA dei soggetti coinvolti che ne caratterizzerà la differenziazione per quanto riguarda la sensazione di “dolore” avvertita.

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