Serie A

Fabio Capello, chi è? Patrimonio, età, fidanzata

Il Capello calciatore

Fabio Capello nasce a Pieris, vicino Gorizia, il 18 giugno 1946. Nonostante sia famoso come allenatore, anche lui, come suoi colleghi, è stato precedentemente calciatore, nel ruolo di centrocampista.

Capello inizia nel settore giovanile della SPAL, esordendo nell’annata 1963-1964: da lì raggiunge poi i massimi livelli, passando a Roma, Juventus e Milan.

Con queste squadre ottiene ottimi risultati e colleziona svariate coppe e vittorie in campionato. Nella prima parte degli anni ’70, Fabio Capello ha anche giocato nella nazionale Italiana, per la quale è riuscito a segnare alcuni gol: il più famoso è stato decisivo per vincere a casa dell’Inghilterra a Wembley.

Capello giocava con semplicità, tecnica ed intelligenza; inoltre riusciva ad inserirsi egregiamente nelle dinamiche di squadra.

I traguardi raggiunti dalla panchina

La carriera come allenatore lo ha visto raggiungere vette forse anche maggiori, nonché divenire uno dei tecnici migliori di sempre. Tra i risultati e vittorie più prestigiosi, ricordiamo cinque campionati italiani (quattro con il Milan e uno con la Roma) e due in Spagna (col Real Madrid).

Vi sono anche quattro Supercoppe italiane e una UEFA Champions League e la Supercoppa UEFA, tutte tra il 1993 e il 1994 e con il Milan.

Il suo percorso da allenatore arriva all’estero, dove dal 2007 al 2012 è commissario tecnico dell’Inghilterra.

Nelle ultime battute della sua carriera, lo vediamo sedere in panchina prima per i russi e poi per i cinesi, appendendo la giacca al chiodo nel 2018.

Fabio Capello è entrato nella Hall of Fame del calcio italiano.

Il problema dell’Italia secondo Capello

Il ct, dall’alto della sua decennale esperienza, ha così commentato l’eliminazione dell’Italia dai mondiali del Quatar: “La spiegazione è molto semplice. Io da molto tempo continuo a dire che stiamo copiando il calcio di Guardiola di 15 anni fa. Facciamo un calcio che usa passaggini laterali, ad ogni contrasto ci si butta a terra, e anche una squadra mediocre come la Macedonia a livello fisico ci è stata superiore come dinamismo, forza e determinazione. E’ tutto chiaro: fino a quando non avremo capito che il modello da copiare è quello tedesco non andremo avanti, perché se vogliamo fare come gli spagnoli, che hanno una tecnica superiore, non riusciremo mai a farlo, lo facciamo sempre al 50%. Dobbiamo copiare il modello tedesco come determinazione, gioco in verticale e in profondità”.

E ancora Fabio Capello ha spiegato: “L’unica squadra che in Italia ha fatto questo e ha avuto dei successi è l’Atalanta. Se non abbiamo capito che per giocare in Europa bisogna giocare in un certo modo, rimarremo sempre indietro. Poi ci sono i settori giovanili, i pochi italiani, ma è la mentalità il problema. Possibile che qualsiasi attaccante arrivi in Italia fa sfaceli mentre prima era un giocatore normale? Gli arbitri che fischiano tutto continuamente, non siamo abituati ai contrasti e in Europa ti trovi davanti gente che ha un altro ritmo”.

Capello è stato nominato uomo più ricco del calcio italiano, con uno stipendio annuo che si aggirerebbe sui 18 milioni di dollari.

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